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Introduzione

Il mercato dei salumi ha registrato un export di 1,5 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2023, con una crescita del 5,2% in volume e del 9,3% in valore. Tuttavia, le restrizioni sanitarie internazionali imposte a causa della peste suina africana (PSA) rappresentano una barriera significativa per l’espansione del mercato. I primi paesi ad aver limitato il nostro export sono stati Cina, Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Messico, primi a chiudere le frontiere per i prodotti suini italiani. La PSA rappresenta una minaccia seria per l’industria dei salumi, con potenziali perdite economiche devastanti. Dal 2022 ad oggi, la malattia ha comportato perdite di 500 milioni di euro, con il rischio di ulteriori 60 milioni di euro al mese nel corrente anno.

Situazione Attuale

Il settore delle carni a base di maiale sta attraversando uno dei periodi più difficili degli ultimi anni. La PSA si diffonde principalmente attraverso il contatto diretto tra suini infetti e sani. Il virus è presente nei fluidi corporei come sangue, saliva, urine, feci e secrezioni nasali​. La malattia può essere trasmessa anche tramite oggetti contaminati (fomiti), come abbigliamento, attrezzature, veicoli e mangimi. Gli esseri umani possono involontariamente diffondere il virus spostandosi tra allevamenti​. I cinghiali selvatici possono trasportare il virus tra diverse aree geografiche e infettare i suini domestici quando entrano in contatto con loro. Il virus della PSA è noto per la sua resistenza ambientale. Può sopravvivere fino a 15 settimane nei corpi dei suini morti, diversi mesi nella carne refrigerata e fino a tre anni nella carne congelata​. Il virus può persistere in prodotti a base di carne suina stagionata come salami, prosciutti e salsicce per periodi prolungati, fino a 300 giorni a seconda delle condizioni di stagionatura e del contenuto di sale​. Il ritrovamento di un cinghiale infetto a Varano de’ Melegari ha esteso la zona di restrizione alle aree di Collecchio, Sala Baganza e Felino in Emilia Rogna, causando gravi difficoltà alle aziende esportatrici anche verso Canada, Stati Uniti mercati internazionali di rilevante interesse economico per il settore ed il suo indotto. Alcune aziende hanno già iniziato a mettere in cassa integrazione i dipendenti, trasformando un’emergenza sanitaria in un problema sociale.

Una delle strategie suggerite è quella di trasferire le produzioni in regioni non colpite dalla PSA. Questo approccio potrebbe aiutare a mantenere la continuità delle esportazioni verso mercati chiave come gli Stati Uniti, inserendo nuovi stabilimenti nella Lista Export USA. In questo modo, si eviterebbe di lasciare spazio agli operatori esteri, proteggendo le quote di mercato conquistate negli anni dai nostri produttori.

 

Requisiti per l’Export in USA

Per sostenere efficacemente le aziende nel processo di esportazione, è fondamentale fornire informazioni chiare sulle procedure da seguire. ESI ITA Group è sempre in prima linea a sostegno delle imprese in questa direzione, offrendo supporto e consulenza mirati.

Per esportare negli Stati Uniti, è necessario seguire i requisiti stabiliti dalla Circolare del Ministero della Salute Italiana DGISAN 15012 del 14/04/2016. Di seguito, riportiamo le fasi dettagliate del processo:

Fase 1: Domanda di Iscrizione

Lo stabilimento interessato deve redigere una domanda di iscrizione nella Lista Export USA, conforme al modello allegato alla DGISAN 15012 del 14/04/2016.

Fase 2: Sopralluogo Ispettivo

L’Autorità Competente Locale effettua un sopralluogo ispettivo, redigendo un verbale che attesti la conformità dello stabilimento ai requisiti della DGISAN 15012 del 14/04/2016. Lo stabilimento deve documentare almeno 3 mesi di corretta applicazione del Meat HACCP secondo le regole USDA FSIS del 9 CFR 416 e 417.

Fase 3: Verifica Ministeriale

Lo stabilimento versa una quota di 1.500€. Successivamente, il Ministero della Salute, direttamente o tramite ispettori designati, effettuerà una verifica presso la struttura entro 90 giorni dal parere favorevole della Fase 2.

Fase 4: Inserimento in Lista

In caso di parere favorevole, lo stabilimento viene inserito nel Sistema Informativo Nazionale Veterinario per la Sicurezza Alimentare (SINVSA).

Fase 5: Controllo Ufficiale

Lo stabilimento sarà sottoposto a controllo ufficiale (CU), che include il controllo routinario del Veterinario Ufficiale e una supervisione periodica. Annualmente, sarà necessaria una ri-certificazione per il mantenimento in Lista, con il rilascio di una conformità registrata nel sistema SINVSA.

 

Attualmente in virtù della presenza della PSA sul nostro territorio, è possibile considerare idonei all’Export USA carni e prodotti a base di carne suina che provengono da zone indenni e sono processati in stabilimenti situati in aree NON soggette ad alcuna restrizione secondo il Regolamento UE 2023/594, rispettando i requisiti previsti dal Modello di Certificato US-C01 (Certificato ufficiale di ispezione per prodotti a base di carne, 9 CFR 94.17).

Possono essere emessi di conseguenza, certificazioni solo per prodotti:

  • US-C02: Per le ispezioni su carni fresche, sottoprodotti e prodotti a base di carne la cui materia prima proviene dall’Italia.
  • US-C03: Per le ispezioni su carni fresche, sottoprodotti e prodotti a base di carne la cui materia prima proviene da Stati Membri dell’UE diversi dall’Italia.

Importanza della Conformità

La circolare del Ministero della Salute del 9 Maggio, firmata dal Capo dei Servizi Veterinari italiani, sottolinea che eventuali merci spedite verso gli USA che non rispettano i suddetti requisiti saranno respinte e distrutte dalle autorità sanitarie Statunitensi. Inoltre, tali non conformità potrebbero compromettere le negoziazioni in corso con gli USA e la Commissione Europea. È pertanto essenziale garantire che tutte le spedizioni rispettino rigorosamente i requisiti stabiliti.

Conclusione

La PSA rappresenta una sfida significativa per le aziende Italiane che non possiamo permetterci di perdere.

Scarica i Documenti Utili:

DGSAN_15012_16_Iscr. Lista

DGSAN_Peste Suina 2024_09_05

CERTIFICATO UFFICIALE DI ISPEZIONE PER CARNI FRESCHE, SOTTOPRODOTTI DELLA MACELLAZIONE E PRODOTTI A BASE DI CARNE

 

Per maggiori dettagli, visita questo link