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Il falso Made in Italy.

L’Italia e il Made in Italy sono sempre oramai considerati un vero e proprio marchio, grazie anche alle associazioni positive che si creano attorno ad esse: Qualità, Tradizione artigianale ed il cosiddetto “vivere bene” nell’immaginario collettivo sono da sempre accostati all’immagine dell’Italia.

Il mercato mondiale ha colto la palla al balzo e tramite il fenomeno denominato “ITALIAN SOUNDING” ha iniziato ad “infestare” gli scaffali dei supermercati di tutto il mondo con prodotti non Italiani che grazie a riferimenti geografici, combinazioni cromatiche che ricordano il tricolore, nomi italianizzati e immagini evocative dell’Italia illudono il consumatore indirizzandolo verso l’acquisto di prodotti agroalimentari falsi o contraffatti.

Alcune stime parlano di danni per circa 100 miliardi di euro e 300 mila posti di lavoro in meno nel settore dell’Export italiano:
Grazie ad una ricerca condotta da Assocamerestero possiamo quantificare all’incirca i danni a livello numerico ed economico che l’italian sounding apporta al mercato italiano dell’Export.

L’indagine si basa su un sondaggio che coinvolge 250 retailer della GDO presenti in 10 paesi dove il fenomeno è fortemente marcato.

I dati evidenziano che l’italian fake food è più presente del vero “made in italy” nei paesi esteri, infatti, in U.S.A. il 60.6% dei prodotti presenti sugli scaffali è Italian fake food, mentre in Canada questo si attesta intorno al 49.5%.

I prodotti più imitati sono:

  • 42% Piatti pronti (sughi,conserve,caffè etc),
  • 25% Latticini e prodotti caseari,
  • 16% Pasta,
  • 13% Carne,
  • 3% Prodotti da forno.

I danni nei confronti del Made in Italy ammontano a 79 mld di euro, questi sommati all’effettivo Export italiano raggiungono i 129 mld di Euro i quali potrebbero idealmente essere l’incasso dell’export italiano. L’Italian sounding è oggi un fenomeno, che  danneggia l’immagine delle eccellenze alimentari italiane e dei suoi esportatori diventa quindi fondamentale, oltre ad aumentare l’attenzione a più livelli, conoscere le regole di ogni mercato in cui si esporta, i suoi adempimenti ed allinearsi.

Oggi più di ieri l’export è un asset indispensabile per mantenere ed accrescere il business, il Made in Italy è una leva importante che deve essere utilizzate insieme ad altri strumenti che l’industria alimentare deve mettere in campo per competere nel contesto internazionale.

Ma come?

  • Approfondendo la conoscenza dei mercati e dei suoi regolamenti;
  • Pianificando una strategia commerciale
  • Allineandosi alle normative vigenti in tema di Sicurezza alimentare e Regulatory;

ESI da oltre 22 anni supporta le industrie e la crescita del made in Italy agroalimentare nel mondo con consulenza specifica in oltre 90 paesi

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