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Bhè potremmo dire, esiste o resiste? In molti vorrebbero che non esistesse, altri si prodigano nel sostenere sia un qualcosa di presente solo nel lontano Canada, collegato alle gelide terre Nord Americane. Tuttavia ogni tanto, la semplice ma efficientissima news letter della CFIA chiamata “CFIAChronicle”, gratuita e settimanale, sapientemente ti aggiorna e guarda un po’, in barba a chi sembrerebbe il complottista di turno, ti informa che si, esiste una nuova normativa di sicurezza alimentare e si chiama Safe Food for Canadians ACT e Regulations. E si, si applica nella terra delle renne, alci ed orsi polari e riesce anche a colpire chi si trova in nei vicini Messico e Chile (vicino si fa per dire), nei lontani Nuova Zelanda, Giappone, Cina, Vietnam, Laos, Thailandia e pensate nella superiore Europa, in Svizzera (extra EU) ed Italia.

Ebbene scrive la CFIA (testo originale): “All organic certification holders under the Canada Organic Regime are required to comply with the Safe Food for Canadians Act and Regulations. Non-compliance with any of the above requirements can result in the cancellation of the holder’s certification. An operator with a cancelled organic certification listed in the table below cannot market the products listed on their certificate as organic. Any attempt to sell non-organic product as organic is considered a violation of the Safe Food for Canadians Regulations (SFCR) and is subject to Canadian Food Inspection Agency (CFIA) enforcement actions. A cancelled operator who wishes to be reinstated must apply as a new applicant, go through the entire certification process and meet all SFCR requirements. The certification body (CB) must respect SFCR section 344 (3) Time of application when making certification decisions.” In Italia sono 49 le aziende cancellatesi sia volontariamente che per azione diretta della CFIA!

Ma no, è uno scherzo? No, tutto vero e pubblico sul portale CFIA. Va bene saranno i feticisti Canadesi dell’Organic d’autore ad aver fatto un dispetto al resto del mondo!

Eppure, andando a curiosare sul portale “Food shipments refused entry into Canada…” Spagna, Stati Uniti D’America, Turchia figurano tra i maggiori paesi dove operatori di diversi settori (Carne di maiale, Carne di Bovino, Burro, Spezie, Carne di Pollo, Pesce, Frutta, etc..) hanno subito un “Import Refusal”, per non essere in “Compliance with Safe Food for Canadians Regulations”.

Niente da fare, il SFCR (acronimo del nome della norma), resiste! Anzi esiste.

E dalla nazionalità dei prodotti si capisce chiaramente un altro fatto: USA e Canada non hanno una completa equivalenza, soprattutto per quanto riguarda Carne, Pollo, Pesce, Uova, etc… Allora sorge spontanea una domanda:

Che succederà ai nostri operatori del settore Carni Rosse? 

Con Protocollo del 6 Luglio 2020 il Ministero della Salute Italiano comunicava a tutto il settore, Associazioni di Categoria, IZS, Regioni e Province Autonome e pure alla FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani), che ci sarebbero non ben specificati requisiti aggiuntivi da implementare “Controllo dell’acqua trattenuta dalle carcasse nella fase post eviscerazione (Water retained) Per gli stabilimenti che producono/esportano prodotti trasformati; Controllo dei processi produttivi riguardanti i prodotti a base di carne RTE con particolare riferimento ai prodotti fermentati; Listeria monocytogenes in prodotti RTE destinati all’export verso il Canada…Gli stabilimenti che non adegueranno entro i suddetti termini i propri piani di controllo devono essere segnalati dai servizi Regionali allo scrivente ufficio per poter procedere alla loro cancellazione dalla lista degli impianti autorizzati all’export verso il Canada.”.

Tranquilli, il sistema Italia ci proteggerà, faremo Lobby in Europa a Bruxell, come già fatto in passato sul FSMA USA ed otterremo protezione e slittamento degli obblighi! Noi siamo avanti, siamo i più bravi e la nostra norma è la migliore. Non solo i nostri standard volontari ci proteggeranno…

Il FSMA USA, è entrato in vigore come previsto.

Il SFCR Canadese c’è, esiste e si applica in Canada, tuttavia prevede che qualcuno, l’Importer Canadese ed in Dogana la CFIA, verifichi l’equivalenza nei confronti delle norme applicate nei paesi terzi.

Chi non è equivalente, deve “Implementare requisiti aggiuntivi”, se non in alcuni casi produrre il Preventive Control Plan.

Noi non siamo equivalenti.

La nostra speranza e la nostra forza, sono come al solito gli eroici imprenditori, che pur pagando nelle sfide internazionali un sistema interno nazionale traballante, alla fine si rimbocca le maniche e riesce ad affacciarsi in nuovi mercati, ad essere competitivo ed a vincere con riconoscimenti e risultati strabilianti.

Viva gli Imprenditori Italiani!

ESI da sempre a supporto delle industrie alimentari Italiane leader sulle normative di sicurezza alimentare Nord Americane e nello specifico per tutti gli aspetti di adeguamento alla normativa Canadese per:

  • Redazione PCP
  • Revisione documentale normativa Canadese
  • Consulenza sulla normativa canaese
  • Audit di valutazione
  • Supporto e assitenza in caso di ispezioni
  • Revisione etichette
  • Formazione teorica e pratica per gli addetti dell’assicurazione qualità

Per evitare incertezze e avere la garanzia di seguire correttamente le normative