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Adulterazione intenzionale, siete pronti?

Il FSMA Final Rule for Mitigation Strategies to Protect Food AgainstIntentionalAdulteration (IAVA) è uno degli attuali 7 regolamenti del FDA Food Safety Modernization Act (FSMA) che mira a prevenire l’adulterazione intenzionale da atti destinati a causare danni su vasta scala alla salute pubblica, compresi atti di terrorismo. Tali atti potrebbero causare malattie, morte, interruzione dell’approvvigionamento alimentare in assenza di strategie di mitigazione.

Piuttosto che prendere di mira alimenti o pericoli specifici, questo regolamento richiede strategie di mitigazione (riduzione del rischio) per i processi delle industrie alimentari registrate ritenute vulnerabili.

Per “adulterazione intenzionale degli alimenti” la norma americana intende un’azione volontaria, che può essere attuata sia da personale esterno sia interno all’organizzazione, finalizzata alla contaminazione dei prodotti. Per tale motivo tutti gli operatori della filiera produttiva agroalimentare sono tenuti a condurre una chiara valutazione della vulnerabilità di ogni fase di processo: tale valutazione confluirà nel Food Defense Plan (FDP) che tutti gli operatori del settore (sia americani sia quelli esteri che esportano in USA) dovranno implementare attraverso una figura qualificata che prenderà il nome di Food Defence Qualified Individual (FDQI) rispettando le compliance riportate dal regolamento.

Infatti la FDA ha previsto che l’entrata in vigore del Regolamento IAVA fosse scaglionata negli anni suddividendo le aziende in:

  • Other Businesses si configura nelle realtà che hanno più di 10 milioni di dollari di fatturato più di 500 dipendenti e quindi in compliance a tre anni dalla pubblicazione del regolamento, ossia luglio 2019.
  • Small Businesses si configura nelle realtà con meno di 500 lavoratorie quindi in compliance a Luglio 2020.
  • Very Small Businesses in compliance a Luglio 2021: imprese con meno di 10 milioni di dollari di fatturato medio negli ultimi 3 anni. Nello specifico realtà (incluse eventuali sussidiarie e affiliate) con una media inferiore a 10 milioni di dollari all’anno, al netto dell’inflazione, durante il periodo di tre anni che precede l’anno solare applicabile nelle vendite di prodotti alimentari, più il valore di mercato del prodotto, lavorati, confezionati o stoccati senza vendita.

Che cos’è LA FOOD DEFENSE e chi deve implementare il FOOD DEFENSE PLAN?

 Per Food Defense si intende l’insieme delle attività finalizzate alla protezione dei prodotti alimentari da sabotaggi intenzionali attuati con lo scopo di creare danni all’azienda e alla salute dei consumatori. Per perseguire questo obiettivo richiede l’attuazione di piani e strategie differenti da quelle fino ad oggi applicate nella filiera alimentare e ricomprese nel concetto di Food Safety.

Il Food Defense Plan è composto da:

  • una valutazione della vulnerabilità dei processi nel caso di tentativi di contaminazione volontaria, sia dall’esterno che dal personale interno.
  • un’analisi della vulnerabilità della struttura aziendale, dei suoi processi e dei prodotti realizzati.

L’obiettivo è quello di attuare una serie di strategie di mitigazione e definire procedure di monitoraggio e verifica.

Per la redazione del FDP deve essere nominato un responsabile, riconosciuto e qualificato (e denominato appunto Food Defence Qualified Individual), che garantisca la corretta applicazione delle procedure per ogni tipologia di prodotto esportato negli stati uniti.

Questa figura formata non va confusa con il Preventive Control Qualified Individual (PCQI) che si occupa invece di redigere il Food Safey Plan.

Scopri il corso per acquisire la qualifica di Food Defense Qualified Individual (link al corso)

Scopri come possiamo supportarti per implementare il tuo Food Safety System conforme al regolamento IAVA (link alla pagina servizi)