FDANotizieUEUKUSA

Come società di consulenza sulla sicurezza alimentare su normative cogenti internazionali e nazionali (ESI), ci troviamo quotidianamente a contatto con industrie alimentari che operano in filiere integrate, soggette a normative cogenti in continua evoluzione: dai requisiti FSMA (Food Safety Modernization Act) alla normativa Europea, passando per gli standard GB Cinesi fino alle normative volontarie richieste dalla GDO.

Durante Audit, formazioni o assessment documentali, una frase ricorre spesso:

“Ci allineiamo alle richieste del cliente solo quando arriva l’Audit.”

Una frase detta con un misto di frustrazione e consapevolezza. Ma oggi, questa reattività non è più sufficiente. Per affrontare i rischi attuali, le nuove linee guida del Codex Alimentarius da cui si è aggiornata tutta la cogenza internazionale introducendo nuovi requisiti di Cultura della sicurezza alimentare, nuova analisi dei pericoli, Allergen Control Plan, Validazione delle misure di verifica  e CCP, nuova tracciabilità, serve un approccio diverso: serve resilienza.

Dalla Conformità alla Resilienza Regolatoria La compliance resta necessaria, ma non può più essere interpretata come una fotografia estemporanea, da costruire alla vigilia di un Audit.

Essere resilienti significa:

  • anticipare le criticità, non solo reagire;
  • creare flussi informativi stabili, tra persone, dati e processi;
  • trasformare ogni deviazione, reclamo o ispezione in un’occasione di apprendimento;
  • costruire un sistema che mantiene il controllo anche in assenza dell’Auditor.

La Cultura della Sicurezza Alimentare: il Fattore Abilitante Un sistema è tanto più sicuro quanto più le persone credono in esso. Ecco perché la “Food Safety Culture” è diventata un requisito anche normativo (es. Reg. UE 382/2021) e un elemento centrale in Usa da oltre 20 anni.

In questo senso, l’approccio Australiano rappresenta un riferimento interessante:

  • strumenti per misurare il livello di maturità culturale,
  • modelli per integrare i comportamenti nei KPI,
  • focus su leadership, comunicazione e senso di responsabilità.

Da Audit a Opportunità di Apprendimento

In un’organizzazione che apprende, l’Audit non è più un test, ma uno specchio. Non un evento da preparare, ma una conferma quotidiana della tenuta del sistema.

Questo richiede:

  1. Pensiero sistemico: comprendere le interconnessioni tra fornitori, processi, clienti e autorità;
  2. Gestione della conoscenza: valorizzare e documentare le non conformità come occasioni di miglioramento;
  3. Digitalizzazione mirata: collegare dati, documenti e azioni in modo trasparente e tempestivo;
  4. Leadership coerente: promuovere la trasparenza, responsabilizzare le persone, premiare chi segnala criticità.

Le organizzazioni alimentari più robuste non sono quelle che evitano ogni problema, ma quelle che sanno apprendere rapidamente da ogni deviazione.

Costruire resilienza oggi significa:

  • essere pronti ai nuovi obblighi
  • rispondere alle richieste dei clienti globali;
  • formare persone e non solo documentare procedure;
  • sviluppare una cultura del cambiamento.

In ESI, crediamo che il futuro della sicurezza alimentare passi da qui: Dalla conformità occasionale alla resilienza quotidiana.